Tesi sull'energia eolica di Pasquale Lembo
Energia eolica: un futuro per la Terra
Impatto socio-economico della produzione di energia eolica in Capitanata

Pensare all’energia elettrica da fonte eolica, corrisponde la maggior parte delle volte a considerare il suo impatto sull’aspetto ambientale, tenendo fuori le valutazioni che possono farsi sugli impatti (positivi o negativi che essa può avere) economici e sociali delle amministrazioni comunali, dei privati e delle attività economiche nei cui territori l’impianto è installato.

Da un punto di vista strettamente economico ben si nota come un parco eolico produca un’enorme quantità di denaro alle rispettive società eoliche ed un “risarcimento” (circa il 3% del ricavato), denominato “royalty”, al Comune in cui il parco eolico è installato.

Le società installatrici di pale eoliche hanno trovato luogo fertile proprio qui in Puglia ed in Capitanata, luoghi poveri di strumenti di crescita economica; unica risorsa sempre disponibile è per l’appunto il vento, ed a ben vedere fin ora è stato utilizzato nel migliore dei modi possibile.

Diverse centinaia di migliaia di euro sono stati incassati negli ultimi dieci anni (dal 1998 al 2008 sono nella Capitanata si conta un bilancio lordo di quasi 10 milioni di euro totali) dai Comuni della Capitanata.

Il vento è una risorsa sempre disponibile come diviene disponibile il beneficio economico che lo stesso procura alle società prima di tutto, ai Comuni e ai proprietari terrieri, in secondo luogo, ed infine alle attività economiche, coinvolte nella costruzione degli impianti eolici, assieme alle altre attività locali che beneficiano del maggior reddito disponibile, garantito dal business eolico, se speso in loco.

Agli inizi degli anni 90 dello scorso secolo, l’eolico era una fonte energetica giovane in cui si faceva ancora poco affidamento e che raccoglieva ancora pochi consensi nelle istituzioni e tra gli stakeholders; le macchine utilizzate erano ancora poco efficienti e molto costose (fine anni 80 ed inizi anni 90 le pale eoliche avevano ancora potenze ridotte fino ad un massimo di 350 kW) e anche gli introiti comunali erano inferiori a quelli registrati verso la fine degli anni 90.

Si è dovuto attendere qualche anno, infatti agli inizi del terzo millennio si è avuta una svolta nella produzione / vendita dell’energia elettrica da fonte eolica; in pochi anni la Capitanata ha visto un’inondazione di aerogeneratori con pale di potenza e di dimensioni sempre maggiori.

L’incremento della produzione di energia eolica è andata di pari passo al miglioramento delle condizioni economiche offerte dalle società installatrici ai comuni ed ai proprietari terrieri, ai quali si è arrivato ad offrire cifre varianti da € 1000 ad € 3000 per ogni aerogeneratore installato nel proprio terreno.

Con il passare degli anni la convenienza nell’installazione dei parchi eolici è stata dettata da un lato dalla riduzione dei costi di produzione, dall’altro dall’incremento dei profitti determinato da certificati verdi più elevati.

Riduzione dei costi di produzione e miglioramento dei profitti hanno fatto sì che andassero a vantaggio sia delle società installatrici, sia dei comuni, sia dei privati, sia delle attività economiche locali. In particolare le amministrazioni comunali hanno incassato royalty da circa 50 mila euro nel 1995 a quasi 3 milioni di euro nel 2007 (Tabella 4.3 e 4.5). (1)