Lo sviluppo dell’eolico in Italia è iniziato intorno agli anni ’80, quando ENEA, ENEL ed altri operatori privati individuarono nell’eolico una grande potenzialità economica. Le prime macchine vennero installate intorno agli inizi degli anni 90, ma è solo dal 1996 che si è cominciato ad avere un incremento delle installazioni eoliche. A distanza di 12 anni dalle prime installazioni, per motivazioni economiche ed ambientali (in rispetto del Protocollo di Kyoto), il numero d’installazioni nonché l’energia elettrica prodotta sta aumentando a ritmi molto elevati. Nonostante le polemiche sorte in alcune regioni del sud l’eolico in Italia cresce ad un ritmo maggiore rispetto al passato. Certo, l’Italia è molto distante dagli Spagnoli o dei Tedeschi, tuttavia nel 2008 ha raggiunto il miglior risultato di sempre con i suoi 1.010 MW in più installati rispetto all’anno precedente e per un totale di oltre 6 GWh di energia prodotta dal vento. Tale quantità totale di energia equivale approssimativamente al consumo domestico di circa 6,5 milioni d’italiani che tradotto in termini di emissioni rappresenta circa 4,5 milioni di tonnellate di CO2 evitate nell’atmosfera. Con gli oltre 1.000 MW del 2008, la potenza installata ha raggiunto i 3.736,47 MW, mentre la produzione elettrica, passando da 4 a oltre 6 TWh, rappresenta circa il 2% del consumo interno lordo. (4. Sitografia) Tuttavia il dato di crescita (35% nel 2008) per quanto buono, non è ancora al livello dei maggiori produttori europei, ma rimane comunque in linea con il raggiungimento degli obiettivi comunitari in tema di rinnovabili al 2020. Una valutazione delle potenzialità italiane è stata fatta di recente dalla SPS Italia utilizzando dati della CESI, la quale afferma che la superficie occupata dagli impianti eolici è di 1242 Km2 che corrisponde allo 0.4% del territorio italiano che permette di generare 60 TWh di energia che sono circa il 20% dell'energia elettrica consumata in Italia. I maggiori produttori di energia rinnovabile da fonte eolica sono riportati nella figura 2.23 e rileva come la IP Maestrale si è attestata al primo posto con una produzione del 14,8% seguita dalla Fri-El Green Power e dall’Enel rispettivamente con una produzione dell’11,2 e 10,8%; la Fortore Energia si è dovuta accontentare solamente di un settimo posto con una produzione al 31 gennaio 2009 del 2,9%.(13)
L’andamento sembra, infatti, inarrestabile, e ciò lo dimostra la figura 2.24, la quale mostra come in 5 anni (dal 2002 al 2007) c’è stato un incremento esponenziale delle installazioni (oltre il 25% è il tasso d’incremento annuo), sia della nuova potenza installata, con un tasso di crescita del 28% che della produzione elettrica pari a 4,3 TWh (Figura 2.25). L’energia eolica sembra essere favorita proprio in quelle regioni povere di altro strumento di crescita, la figura 2.26 e successivamente la figura 2.27 stanno a dimostrare con dati e grafici la tesi secondo cui la Puglia, la Sicilia e la Calabria sono al primo posto per installazione e produzione di energia elettrica da fonte eolica.
La Puglia, soprattutto, sta crescendo ogni anno, in misura esponenziale, ma solo dopo aver approvato alcune misure che favoriscono la semplificazione delle procedure autorizzative. Questa è, infatti, la fase che più complica il processo d’installazione degli aerogeneratori, che rallenta ed in alcuni casi sfavorisce la prosecuzione dell’iniziativa. Ci riferiamo al regolamento regionale n. 16 del 4/10/2006 che fa si che le amministrazioni comunali si dotino dei cosiddetti piani regolatori degli impianti eolici (Prie); piani che vengono redatti direttamente dall’amministrazione comunale. (13) In tutto questo la Puglia ne fa da padrona, producendo una quantità di energia superiore al proprio consumo rivendendo il rimanente a società esterne; recentemente il comune della Capitanata più attivo nel campo dell’energia eolica (Comune di Alberona) ha ricevuto un premio per l’energia pulita direttamente da Lega Ambiente, in un rapporto intitolato “Comuni rinnovabili 2009”; attestandolo al 12° posto su 245 comuni. (14) L’eolico, infatti, non è solo uno strumento utile per il raggiungimento dell’indipendenza energetica dall’estero e il miglioramento degli stili di vita, ma anche un’ottima strada da percorrere per l’attivazione di un circuito virtuoso nell’impegno di territorio. L’eolico, infatti, oltre a non essere preclusivo né dell'attività agricola, né della pastorizia, né dell'incremento della forestazione può avere sul piano turistico sviluppi di vario tipo con ritorno economico non indifferente. (15)
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