L’uomo ha cercato fin dall’origine dei tempi di produrre energia, nei modi più disparati, riuscendo nel tempo a trovare il sistema per produrla nella maniera più efficiente possibile. L’efficienza di cui si parlava nel passato era più che altro tecnica ed economica, ma difficilmente ambientale. Si produceva, infatti, energia da fonti “inquinanti” che erano dannose per l’ambiente e di conseguenza per l’uomo. Possiamo distinguere le fonti di energia in due grandi categorie: - Fonti non rinnovabili o esauribili - Fonti rinnovabili Si definiscono “fonti non rinnovabili” tutte quelle fonti che per loro natura non si rinnovano alla stessa velocità di utilizzo e sono ottenute da fonti fossili: carbone, petrolio e gas naturale. I combustibili fossili rappresentano le fonti di energia non rinnovabile per eccellenza. Il problema sorge dal fatto che l’utilizzo di detta fonte supera la velocità di rigenero (calcolata in migliaia di anni).
Figura 1.4: Suddivisione del globo per energia elettrica consumata Da sempre l’uomo ha cercato di realizzare il meglio con il minor utilizzo di risorse possibile; la scelta di utilizzare una fonte piuttosto che un’altra è stata sempre alla base delle decisioni. Ma ogni volta la questione era risolta in base ad alternative che poco avevano a che fare con la questione ambientale, e per lungo tempo le fonti convenzionali erano predilette a quelle rinnovabili. Le fonti energetiche “non rinnovabili” sono definiti tali, in quanto l’attività dell’uomo conduce ad un loro sfruttamento notevolmente superiore alla capacità degli stessi di “rigenerarsi” in tempi utili. Le fonti non rinnovabili sono quelle risorse destinate ad esaurirsi nel tempo, in quanto la loro formazione necessita tempi talmente lunghi da farle ritenere, una volta esaurite, non più disponibili. Si tratta di risorse caratterizzate da un’offerta fissa e non si rigenerano abbastanza in fretta da essere economicamente riutilizzabili. Nell’evoluzione storica, le fonti rinnovabili – inizialmente uniche fonti di energia disponibile – hanno via via perso importanza a favore di quelle non rinnovabili. Queste, a loro volta, nel corso del tempo hanno alternativamente giocato ruoli di diversa importanza nel panorama delle fonti energetiche in funzione delle possibilità di sfruttarle al meglio, di trasportarle e accumularle. Esse costituiscono la principale risorsa energetica dell’umanità. Ne fanno parte i combustibili fossili e l’uranio. Si definiscono fossili quei combustibili generati dalla trasformazione della materia organica (resti di piante e animali) in sostanze ricche di carbonio; processo attuato dall’azione combinata del calore atmosferico e della pressione del suolo, nel corso di milioni di anni. Tra i combustibili fossili vanno annoverati:
I combustibili fossili hanno conquistato il mercato delle fonti energetiche grazie ad alcune importanti caratteristiche che li contraddistinguono:
In particolare, quest'ultima caratteristica ha fatto sì che lo sviluppo di macchine che possano sfruttare fonti energetiche alternative sia ancora molto lento. Dalla crisi del petrolio degli anni 50, ed a causa della quantità di energia elettrica consumata nel mondo (Figura 1.4), ci si è dovuti adeguare ad un modo di concepire la produzione energetica in maniera diversa: s’inizia, infatti, a pensare alla possibilità di far fronte al fabbisogno energetico globale utilizzando fonti energetiche rinnovabili. (18) La fonte di energia rinnovabile è definibile come "una qualsiasi fonte energetica che si rigenera almeno alla stessa velocità con cui la si utilizza" e soprattutto il cui utilizzo non pregiudica le risorse naturali per le generazioni future. Mentre da un punto di vista prettamente scientifico tale definizione non è rigorosa, in quanto in base ai postulati necessari per definire il primo principio della termodinamica (per cui nulla si crea o si distrugge), tutte le forme di energia sarebbero da considerarsi rinnovabili, da un punto di vista sociale, e quindi politico, si crea la distinzione in uso oggi fra fonti di energia considerate rinnovabili (citiamo il sole, il vento), il cui utilizzo attuale non ne pregiudica la disponibilità nel futuro, e quelle non rinnovabili limitate nel futuro.
Le Fonti Energetiche Rinnovabili, FER, (solare termico, fotovoltaico, eolico,..) stanno vivendo una stagione di grande sviluppo a livello mondiale, assumendo un peso sempre maggiore nella produzione energetica. Queste fonti energetiche, oltre ad essere inesauribili, sono ad impatto ambientale nullo in quanto non producono né gas serra né scorie inquinanti da smaltire. Negli ultimi anni la quota mondiale percentuale di energia prodotta tramite queste fonti è molto aumentata, (come mostrano la figura 1.5 e 1.6 dell’eolico); sulla base di questo trend le fonti rinnovabili di energia nei prossimi 10 anni avranno una crescita senza paragoni, in modo particolare per l’eolico ed il solare. Interessanti sono anche i numeri del fotovoltaico, ad esempio, in Spagna nel 2008 sono stati installati 2.660 MWp, in Francia 105 MWp (contro i 35 MWp del 2007), in totale al febbraio 2009 in Francia la potenza fotovoltaica installata è di 175 MWp; questi possono essere considerati dei risultati eccezionali, se si considera che in tutto il mondo nell’anno 2008 l’installato fotovoltaico ha raggiunto i 5.600 MWp. (19).
E’ stimato che le FER saranno gli unici settori energetici ad avere una forte crescita in termini di fatturato, numero di occupati ed energia prodotta. Dunque questa tipologia di produzione energetica si configura come la vera innovazione del prossimo futuro nel panorama dell’energia mondiale. Dati internazionali a confronto relativi alle principali fonti energetiche rinnovabili possono essere riscontrati nella figura 1.7:
Figura 1.7: Fonti Rinnovabili nel mondo al 2007 (5. Sitografia)
Per un confronto a livello mondiale, si segnalano i dati relativi al fotovoltaico in Giappone che ha prodotto al 2007 1.936 MW, e negli U.S.A. dove i MW da fotovoltaico al 2007 ammontano a 814 MW (6. Sitografia).
ITALIA In Italia (Figura 1.8) puntare sulle fonti energetiche rinnovabili, ed in particolare su quella solare, eolica e geotermica, può rappresentare una straordinaria occasione per creare nuova occupazione e ridurre la dipendenza dalle importazioni di greggio, oltre a stimolare la ricerca e l'innovazione tecnologica. Può rappresentare anche un’opportunità per ripensare e migliorare la qualità delle nostre città, per rinnovare e recuperare edifici che consumano troppa energia, caldi d'estate e freddi d'inverno. La strada da seguire è dunque quella di valorizzare le risorse naturali - sole, vento, acqua, biomasse e calore del sottosuolo - a seconda delle potenzialità locali.
Figura 1.8: I numeri delle rinnovabili in Italia (2007) (8) Tra le energie rinnovabili una distinzione che spesso viene fatta è tra le fonti di energia rinnovabili "classiche" (essenzialmente idroelettrico e geotermia) e "nuove" (anche dette "NFER"), tra cui vengono generalmente incluse l'energia solare, eolica e da biomassa. L’energia eolica – ovvero quella fonte NFER che verrà trattata nel prosieguo del testo – è una delle principali fonti che ha sollevato maggiore interesse da un punto di vista economico, sociale ed ambientale. Tale tecnologia ha avuto un’ampia diffusione in Puglia, ed in particolare in Capitanata registrando da un lato uno sviluppo accelerato nell’insediamento dei relativi impianti, dall’altro un notevole impatto sociale ed economico con risvolti positivi a livello occupazionale diretto, indiretto ed indotto. |